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Terminata la riunione del cda di Tim, sul tavolo l’offerta del fondo Kkr – Economia

E’ terminata la riunione del cda. I consiglieri, in quasi 4 ore, hanno esaminato la proposta di Kkr che, secondo indiscrezioni punta all’acquisto – anche attraverso un’opa – della società. Kkr ha presentato a Tim una manifestazione d’interesse “non vincolante e indicativa” per un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni “volta al delisting”. E’ stata qualificata da KKR “amichevole”. Il prezzo indicato da pagare interamente per cassa “sarebbe pari a 0,505 euro”.
Kkr, prima di lanciare l’opa, vuole “svolgere una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane”. La manifestazione di interesse è vincolata a questo e anche “al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti”, ovvero al parere del Governo che ha sulla società la possibilità di esercitare il Golden Power.
Lo si legge in una nota diffusa al termine del Cda.

Ma anche i fondi Advent e Cvc studiano il dossier e si dicono aperti al dialogo ‘su una soluzione di sistema per il rafforzamento industriale di Tim’. Palazzo Chigi ‘segue con attenzione la vicenda’. Allarme dei sindacati: ‘A rischio 40mila posti’.

Non commentiamo, massimo riserbo su tutta la vicenda. Così fonti Mise in merito al dossier Tim, che per oggi ha convocato un cda sulla manifestazione di interesse arrivata dal fondo Usa Kkr per acquistare il gruppo.

Il governo potrebbe affrontare i nodi collegati ai dossier Tim, con l’impatto che questo potrebbe avere sull’attivazione del Golden Power per mettere in tutela la rete, attraverso la creazione di un supercomitato tra ministri ed esperti del settore. L’ipotesi prevede che nella struttura possano entrare i ministri coinvolti – dal ministro dell’Economia Daniele Franco a quello per l’Innovazione Digitale, Vittorio Colao fino al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al sottosegretario alla presidenza Francesco Gabrielli – ma anche gli economisti ed esperti di Palazzo Chigi e Mef, Francesco Giavazzi, Roberto Garofoli, Giuseppe Chinè.

Non c’è solo Kkr interessata a Tim. “Advent e Cvc si dicono aperti al dialogo con tutti gli stakeholders per identificare in modo trasparente una soluzione di sistema per il rafforzamento industriale di Tim” dichiara un portavoce dei fondi che parallelamente smentisce che ci siano stati contatti con Vivendi. Non arriverà nessuna proposta per ora da i due fondi che stanno studiando la situazione.

Vivendi ribadisce la propria disponibilità e volontà a collaborare con le autorità e le istituzioni pubbliche italiane per il successo a lungo termine di Tim”. E’ quanto fa sapere un portavoce della media company francese, primo azionista di Tim con il 24% circa del capitale, sottolineando che “Vivendi è un investitore di lungo termine in Telecom Italia e lo è stato fin dall’inizio”.
Vivendi nega fermamente di aver avuto discussioni con qualsiasi fondo, e più specificamente, con Cvc” per una eventuale offerta pubblica di acquisto su Tim, in risposta alla proposta di Kkr. E’ quanto fa sapere un portavoce della media company francese, primo azionista di Tim, con il 24% circa del capitale.

Tim ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario. Sul tavolo – secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera – vi sarebbe la manifestazione di interesse avanzata da fondo statunitense Kkr per l’acquisto dell’intero gruppo. Fonti della società interpellate in merito confermano la convocazione del consiglio per oggi, senza fornire indicazioni sui contenuti della riunione.
Il fondo Usa è già azionista di FiberCop, la società in cui Tim ha spostato l’ultimo miglio della rete telefonica, ma ora ora punterebbe all’acquisizione dell’intero gruppo e, secondo quanto riporta il Corsera, sarebbe disponibile a lanciare un’offerta pubblica sull’intero capitale del gruppo, anche grazie al fatto che le azioni sono al momento ai minimi storici. Venerdì a piazza affari, nonostante la chiusura in controtendenza con un aumento del 3,65%, l’azione veniva quotata a 0,3465 euro. Attraverso i cuoi canali diplomatici – scrive il quotidiano – Kkr avrebbe sondato nei giorni scorsi il governo, dal quale non sarebbero arrivate indicazioni, come di consueto, essendo Tim una società privata quotata. Va comunque ricordato che il governo ha la possibilità di utilizzare il ‘golden power’ a tutela della rete considerato un asset strategico per la sicurezza nazionale, inclusa la rete internazionale di Sparkle. “E’ ipotizzabile – scrive il Corsera – che in caso di un’Opa il governo metta dei paletti a difesa della rete, tanto per la parte contenuta in FiberCop quanto per la cosiddetta ‘rete primaria’ rimasta a Tim”. La manifestazione di interesse arriva in un momento sicuramente ‘caldo’ per Tim. Il presidente di Tim, Salvatore Rossi, aveva già convocato un Cda del gruppo telefonico per venerdì prossimo dopo che undici consiglieri, tra i quali in particolare i rappresentanti espressi da Vivendì, avevano firmato una lettera dai toni aspri, dove si parla di sfiducia e preoccupazione chiedendo con urgenza un cda straordinario per discutere di governance e dello stato di deterioramento dei conti aziendali. Oltre agli 11 consiglieri anche il collegio sindacale avrebbe scritto una lettera separata al presidente esprimendo preoccupazione per l’andamento dei conti. Nel mirino, in particolare la gestione da parte dell’amministratore delegato Luigi Gubitosi, dopo la diffusione dei risultati dell’ultimo trimestre considerati non positivi, anche perché l’accordo con Dazn per portare la seria A su Tim Vision non ha portato i numeri attesi. Un contesto che ha portato anche all’abbassamento del rating sul lungo termine di Telecom Italia da ‘BB’ a ‘BB+’, con un outlook sul futuro ‘stabile’.



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